“Un vantaggio per l’erario”

da | Giu 17, 2019 | Rassegna Stampa

di Stefania Aoi*

Per convincere i lavoratori a convertire in servizi il premio aziendale in denaro, bisogna rendere i vantaggi più concreti ed evidenti». Paolo Stern, uno dei fondatori della società di consulenza NexumStp, 5mila clienti in tutta Italia che vanno dalla piccola impresa alla multinazionale (come la catena alberghiera Belmond che gestisce il Cipriani a Venezia), è convinto che ci sia ancora poca informazione sul tema del welfare. E se è vero che cresce il numero di aziende che intraprendono questa strada (perché in larga maggioranza hanno compreso di poter così abbattere il cuneo fiscale), i dipendenti restano freddi davanti alla possibilità di utilizzare i benefit.

I PROBLEMI

«Uno dei maggiori problemi che abbiamo riscontrato è legato alla scelta delle piattaforme online con le quali offrire ad impiegati, operai e dirigenti i servizi. Ce ne sono di due tipi: quelle che operano solo attraverso convenzioni con i diversi esercizi (palestre, dentisti, teatri) non incentivano il dipendente a usarle, anzi», racconta Stern. Che prosegue: «Il lavoratore potrebbe trovare la palestra convenzionata più cara della sua, più lontana da casa». Le piattaforme del secondo tipo sono invece quelle che lasciano libertà di scelta al dipendente, che potrà continuare a frequentare la palestra di sempre. «Queste, con servizi on demand, in genere suscitano un maggior coinvolgimento», assicura l’esperto. La conversione del premio può essere incentivata anche aumentando il valore del premio stesso. «Per fare questo le aziende potrebbero cedere parte dei risparmi ottenuti grazie agli sgravi contributivi previsti dalle norme sul welfare aziendale», afferma Stern, in passato consigliere dell’Ordine nazionale dei Consulenti del lavoro. Se oggi il lavoratore prende un premio in denaro pari a 100, optando per il denaro andrà a incassare 80, mentre 20 andranno in tasse. L’azienda invece pagherà 130: 100 per il lavoratore e 30 in contributi. «Se il lavoratore accettasse di tramutare il premio in servizi – ricorda Stern – potrebbe usufruire dell’intero valore del premio e l’azienda pagherebbe solo 100 al lavoratore».

La proposta è dunque questa: «L’azienda potrebbe proporre al lavoratore un premio di 110 in caso di conversione in servizi, risparmierebbe comunque 20 e allo stesso tempo il lavoratore sarebbe maggiormente invogliato ad accettare».

LA SVOLTA

Se ci sono ancora aspetti da perfezionare, l’introduzione del welfare aziendale nel contratto dei metalmeccanici ha già segnato un punto di svolta. «Alcuni sindacati, in passato scettici, hanno avvallato la sua validità del welfare aziendale sottoscrivendo quell’accordo», afferma Stern. Secondo NexumStp si deve adesso aumentare la conoscenza su questo strumento. «In molte, soprattutto quelle sopra i 50 dipendenti, ci stanno chiedendo come muoversi per usufruire degli sgravi, migliorare la propria immagine, essere più attrattive e richiamare talenti». NexumStp in questi giorni è impegnata in un tour per il Paese che si chiama ‘Giro di Welfare’. Benefit e servizi vari, se ben orientati, secondo Stern porterebbe vantaggi anche allo Stato: «Se più cittadini pagassero il dentista, la badante, la babysitte attraverso le piattaforme online, sarebbero un grande strumento contro l’evasione fiscale».

 

*Il seguente articolo è stato pubblicato su la Repubblica – A&F Welfare, il 17 giugno 2019

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