Il welfare aziendale fa crescere l’impresa – Rapporto 2018

da | Apr 16, 2018 | Studi e approfondimenti

Prefazione

 

Siamo giunti alla terza edizione di Welfare Index PMI. Non anticiperò alcun risultato del Rapporto 2018, ricco d’informazioni per tutti gli stakeholder interessati alla materia: dal Governo, che patrocina l’iniziativa, alle Confederazioni, che partecipano con noi alla realizzazione della stessa, all’opinione pubblica fino ai diretti interessati: imprenditori e lavoratori. Ed è proprio su di loro che mi voglio soffermare. O, meglio, sulla loro relazione. Il buon imprenditore di una piccola media impresa è senz’altro partito da un’idea, dalla sua passione, dalle sue competenze. L’ha tradotta in un prodotto o servizio che s’inserisce con successo in un mercato. Mai come in questi ultimi dieci anni, ha analizzato mercato e prodotto in dinamica, cercando di cogliere anche opportunità dall’accelerazione improvvisa del mondo che ci circonda. Il buon imprenditore sa anche che la crescita della sua azienda non può dipendere solo da lui. Certo, a lui spetta tracciare le linee guida e prendere le decisioni, ma sono le persone che lavorano con lui che debbono sentirsi parte di un progetto imprenditoriale. Dare il proprio contributo, i propri suggerimenti, indicare cosa è migliorabile. Il dialogo è fondamentale. Il welfare aziendale è uno strumento importante per favorire il dialogo tra imprenditori e lavoratori, migliorare la qualità della vita dentro e fuori l’azienda, far crescere l’azienda in tutti i sensi: ambiente, produttività, senso di appartenenza. E coinvolgere la comunità circostante, creando un indotto favorevole con prospettive di medio-lungo termine. Come Generali Italia ce ne siamo perfettamente resi conto: anche in una realtà come la nostra che pure conta oltre 8.000 persone e che ha, per definizione, il welfare nel proprio DNA, si può sempre migliorare il dialogo e la pianificazione del welfare aziendale. Questo è, a maggior ragione, possibile per una piccola media impresa. L’imprenditore può verificare le esigenze di chi lavora con lui; comprendere se esistono infrastrutture che possano aiutarlo; fare rete con altre imprese; aderire a piattaforme e valutare piani di welfare. In altre parole può fornire servizi alle sue persone che rappresentano un vantaggio in termini di reddito reale e un miglioramento della loro qualità di vita, con benefici anche per la comunità. Utopia? Leggete il Rapporto e i migliori esempi di welfare aziendale. Per quanto ci riguarda abbiamo già deciso di continuare, anche nel 2019, con Welfare Index PMI perché, permettetemi una battuta “tra il dire e il fare c’è di mezzo il welfare”.

Marco Sesana
Country Manager e Amministratore Delegato
Generali Italia

 

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