Il Welfare in Europa e nel mondo

da | Mag 2, 2018 | Rassegna Stampa

Nel resto del mondo, rispetto all’Italia, come si colloca il Welfare Aziendale? Quali sono le azioni concrete più significative lanciate da altri paesi, in tale ambito?

di Luca Furfaro*

Abbiamo spesso parlato di Welfare, e di quanto la normativa italiana stia spingendo verso lo sviluppo di un Welfare aziendale; è però interessante guardarci un pochettino intorno per capire quale è la situazione dei diversi paesi. I piani e i servizi offerti con il Welfare aziendale non sono uguali dappertutto, ma differiscono a seconda del Paese in cui è collocata l’impresa che li applica. Questo principalmente è dovuto all’intreccio di diverse variabili: oltre che alla mera mentalità dell’azienda stessa, intervengono nella decisione dei piani di Welfare aziendale anche elementi come il tessuto sociale e culturale in cui si colloca l’azienda, il sistema di Welfare pubblico già presente in quel Paese e le politiche pubbliche adottate per incrementare lo sviluppo di questa forma integrativa di Welfare. Facciamo quindi una panoramica di alcune macrozone.

In zone come i Paesi Scandinavi ad esempio, dove il Welfare pubblico è molto sviluppato e copre eccellentemente tutti i periodi e gli aspetti della vita di una persona, il Welfare aziendale si limita solo a progetti prevalentemente legati all’orario di lavoro e alla flessibilità.

In altri Paesi, come quelli dell’Europa meridionale, dove invece si riscontra una vera e propria crisi del Welfare pubblico, quello aziendale ha un’incidenza molto più elevata.

  • In Francia ad esempio, è stato introdotto il CESU (Chèque emploi service universel), un voucher cofinanziato dal datore di lavoro valido per l’acquisto di servizi per la persona e la famiglia, e l’OCIRP(Organisme commun des institutions de rente et de prévoyance), un Welfare bilaterale focalizzato sulla formazione professionale, che varia a seconda della contrattazione.
  • In Olanda, uno strumento innovativo e sconosciuto nel nostro Paese, è il fondo LCSS, un valido strumento rappresentativo della flessibilità, che permette di accantonare parte della retribuzione per utilizzarla durante i congedi e le aspettative non retribuite; nel caso il dipendente non trovi l’occasione per utilizzare questa retribuzione, al momento del pensionamento le somme vengono versato ad un fondo di pensione complementare.
  • Nel Regno Unito invece, il Welfare pubblico è di stampo liberale, ma nel corso degli anni lo Stato ha sviluppato diverse politiche per la conciliazione tra lavoro e famiglia, improntate soprattutto sull’estensione del congedo parentale, accompagnate da un sistema di incentivazione del Welfare aziendale nei servizi come asili e servizi per l’infanzia, rappresentato da un’agevolazione monetaria erogata dallo Stato pari al 20% dei costi sostenuti. Questo ha fatto sì che molte aziende britanniche offrano ai propri dipendenti supporti sia per la famiglia, che nella flessibilità del lavoro e nei congedi parentali.
  • Spaziando al di fuori dei confini europei, negli Stati Unititre grandi aziende (JP Morgan, Amazon e Berkshire Hathaway) hanno recentemente unito le forze per dar vita ad una società indipendente dove i dipendenti possano fruire di cure mediche senza dover sostenere spese elevate. Negli Stati Uniti infatti, i servizi sanitari sono erogati da privati, con la conseguenza che i costi per gli utenti risultano molto difficili da affrontare. Si tratta quindi di un Welfare aziendale improntato sull’assistenza sanitaria, un bisogno che negli U.S.A. è sicuramente comune alla maggior parte dei dipendenti; è anche un esempio lampante di come il Welfare aziendale possa colmare le profonde lacune del Welfare statale.

Il Welfare – seppur nato in momenti diversi e con caratteristiche distinte legate alla storia e alla cultura delle singole nazioni – ha subito recentemente un forte incremento. Se ne sente parlare spesso, ma pochi guardano oltre i propri confini. Oltre il proprio Paese.

Conoscere quello che succede negli altri paesi del mondo, in materia di Welfare, è invece molto interessante per capire quali siano le azioni concrete sviluppate in contesti diversida quelli dove siamo abituati a vivere. Per capire e comprendere quali siano i diversi limitivantaggimetodiapplicazioni.

 

*Il seguente articolo è stato pubblicato su Well-work.it, il 2 maggio 2018

 

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